Domenica 15 gennaio
2011, dalle ore 16.30 alle 18.00 si è svolto un
incontro, nella Sala Dialogo, presso i Missionari
Verbiti di Varone – Riva del Garda TN, tra i
rappresentati del “gruppo dialogo“ e una
rappresentanza della comunità musulmana della zona
di Riva e di Arco.
Questo incontro è stato preceduto da un cammino
significativo. Dopo che la “sala dialogo” era
stata offerta come luogo di preghiera per la
comunità islamica, e anche noi abbiamo partecipato
alla festa della chiusura del Ramadan, dopo vari
incontri preparatori, oggi ci siamo ritrovati in
grande amicizia e desiderosi di allacciare
contatti frequenti. Erano presenti circa 50
persone. Dopo una accoglienza serena
allietata anche da un piccolo rinfresco, ci siamo
seduti per scambiarci qualche parere e
specialmente per una più profonda conoscenza. E’
stato ribadito quanto ci sia bisogno di una
conoscenza reciproca maggiore, di accoglienza e
superamento di barriere indotte spesso dai
giornali o da altre mentalità retrograde.
Quindi si è parlato della necessità di una
collaborazione: viviamo tutti nello stesso
territorio, “siamo tutti italiani ora” - affermava
un imprenditore musulmano già da 20 anni in
Italia, - “qui ora è la nostra casa e il
futuro dei nostri figli”. Quindi il colloquio,
l’accoglienza e l’ospitalità sono valori necessari
sia per noi che anche nella stessa società
italiana, spesso appaiono difficili da realizzare.
Regna troppo l’individualismo.
Molti hanno quindi preso la parola, hanno
manifestato la loro opinione, hanno espresso i
desideri e le aspettative profonde. I musulmani
che provengono dal nord Africa o da altre parti e
sono oltre 1500 solamente nei comuni di Arco e di
Riva, ringraziano per il lavoro, per la casa, per
le possibilità migliori di vita, ma aspettano un
maggior dialogo, un ascolto e una reciprocità che
deve esserci, anche per il futuro dei figli che si
sentono italiani a tutti gli effetti. La riunione
quindi si è svolta con grande amabilità e
sincerità, con la certezza che questa è la via per
la vera integrazione: conoscenza, collaborazione,
dialogo sincero e fraterno. Ci siamo lasciati con
l’intento di incontrarci nuovamente. Alla fine
dopo i saluti i fratelli musulmani hanno fatto una
loro preghiera alla quale molti tra noi
hanno assistito con attento silenzio. Esiste
pure già la richiesta di poter usufruire la Sala
Dialogo per la preghiera del mese di Ramadan
2012. Un sincero arrivederci.
P. G. M.
L'icona propone
e indica la presenza del divino, nel'arte
bizantina. Nasce da una persona orante, si
sviluppa attraverso leggi di colori e di forme
che esprimono la profonda religiosità bizantina,
diviene ponte fra l'Umano e il divino. Per
questo l'icona è venerata, baciata con
rispetto dai cristiani ortodossi di tutto
il mondo. Le chiese orientali bizantine, che ci
introducono nel mondo del sacro, con la
loro pittura che copre l'interno e spesso
anche l'esterno , divengono luoghi in cui
l'umano viene illuminato e compreso nel divino.
Anche i colori, l'oro simbolo della divinità e
il blu segno della fede e dell'umanità, e le
forme esprimono un loro significato teologico e
ispirano da secoli la fede dei cristiani
ortodossi nel mondo.
Ecco il perchè
dobbiamo conoscere, contemplare le vere icone
con una speciale attenzione e conoscenza. Sono
una ricchezza dell'umanità.
I missionari
verbiti in collaborazione con il centro
ecumenico di Trento, invitano a fare questo
incontro visitando la mostra allestita nella "Sala
dialogo". Si troveranno esposte
trenta icone, grandi e meno grandi, che
rappresentano le feste religiose e altre
le figure sacre più rilevanti del rito cristiano
ortodosso di grande valore, opera di un grande
iconografo russo Andrej Davidov.
Dal giorno
8 gennaio fino al 12 febbraio ci sarà la
possibilità di visitare la mostra dalle ore
10-12 del mattino 15 -18 nel pomeriggio.
E' un'occasione di
conoscenza, di arricchimento culturale e
religioso per tutti, per scolaresche e gruppi
parrocchiali, per ogni persona interessata alla
cultura orientale bizantina. E non
per ultimo, conoscere la religiosita
di tanti immigrati che professano questo rito
cristiano ortodosso.
Questa mostra viene
anche arricchita da due altri incontri
sempre nella stessa "Sala dialogo"
il mercoledì 18
gennaio alle ore 20.15, due specialisti dott.
Alessandro Martinelli e Don Andrea Carli
svolgeranno la tematica: "Tracce del
volto",
mentre il 27
gennaio il conosciuto iconografo Fabio
Nones alle ore 20.15 ci introdurrà nella
conoscenza e come nasce la "Icona :
finestra dell'assoluto".
Oggi,
02.11.2011 si è verificato un altro atto di
solidarietà verso la missione in Romania: è stato
caricato il 72.mo TIR con ogni ben di Dio da parte dei
nostri generosi volontari, sotto la guida di Don
Giorgio March. E’ meraviglioso vedere come gesti di
solidarietà, iniziando dalla fiducia dei donatori,
continuando con la raccolta e la confezione dei
pacchi, prosegua con generosità, gioia e profonda
collaborazione. I TIR vengono scaricati presso la
nostra casa di Traian e servono per il mantenimento
della due comunità verbite, e quindi per mamma
Stefania e Carmen e la loro comunità di figli accolti
dai vari orfanotrofi e curati con amore, poi per varie
comunità: Caritas e ospedali. Ogni distribuzione è
sempre finalizzata e giunge a buon fine Ci sono anche
parecchie associazioni che usufruiscono di questi
trasporti per far pervenire le loro raccolte in terra
romena. Un grande ringraziamento giunga a tutti, e
sono molti, che collaborano in diversi modi a questi
atti di generosità solidale ancora necessari in terra
romena.
Però,
un altro fatto eccezionale: l’associazione VAROM è
riuscita a finalizzare in quest’anno il rifacimento
della casa AnnaMaria a Barnova, per “i figli di Mamma
Carmen e Stefania”. Si tratta del rifacimento della
strada di accesso, del cappotto esterno, della
mansarda, della nuova copertura del tetto e di tutte
le finestre, nonché la caldaia per il riscaldamento.
Tutto questo grazie anche alla sovvenzione della
Provincia e Regione di Trento. Certamente progetti,
richieste e seguire i lavori è sempre opera dei
volontari. Ora è l’unica casa pienamente abitabile da
questa comunità; le altre costruite 15 anni or sono
con pochi soldi, non sono più abitabili specialmente
nella stagione invernale romena. Le foto allegate
confermano questa bella realizzazione e l’aiuto
concreto offerto a questi ragazzi e giovani,
certamente ora felici e pieni di riconoscenza, grazie
alla cooperazione degli amici del VAROM.
P. G. M.
MESSAGGI DAL CUORE DI
UN CHICCO ORMAI ADULTO :
Da
Manuela (18 anni di casa famiglia)
„18
anni di famiglia sono quasi come una vita! Questi 18
anni hanno riempito il vuoto del mio cuore perche’ ho
conosciuto e amato non solo i fratelli e le sorelle
che sono stati con me in orfanotrofio, ma anche i
bambini malati di cancro della Casa degli Angeli, gli
operatori che lavoranno da noi… ma specialmente ho
conosciuto mamma Stefi e mamma Carmen. Loro sono le
persone che hanno riempito veramente il vuoto del mio
cuore e hanno cancelato le ferite della mia anima.
Anche
se oggi siamo sparsi da per tutto ( alcuni sono stati
inseriti in societa’, altri sono spostati a Prislop,
dal’altra parte della Romania, altri ancora in Italia,
e altri sono addiritura partiti in cielo), nel mio
cuore sento che siamo comunque uniti! Insieme formiamo
una sola PERSONA una FAMIGLIA!
Sono
molto contenta che siamo una grandissima famiglia,
anche insieme a voi carissimi zii e amici che durante
questi anni ci siete stati vicini con il vostro cuore
e anche con il vostro aiuto! GRAZIE!”
Da
Stefania (18 anni di casa famiglia)
„Oggi
26 ottobre 2011 festeggiamo i 18 anni di casa
famiglia. Per 17 anni ho vissuto nel inferno degli
istitutti e quando mamma Stefi mi ha preso con gli
altri 13 bambini pensavo che fosse un sogno. Mi
ricordo quando siamo arrivati alla nuova casa. Mamma
Stefi ci ha detto che sarebbe stata la nostra casa. La
prima sera quando mi sono messa nel mio letto non ci
potevo credere. Avevo paura che quando mi sarei
svegliata io ero sempre a Popesti. Pensavo che cosi
dovrebbe essere il Paradiso. Una famiglia che mi vuole
bene e mi aiuta a diventare una donna pronta a
affrontare la vita. Per la prima volta ho sentito
amore, calore, accolienza, prottezione ma soprattutto,
ho sentito cosa vuole dire avere una mamma.”
Da
Mamma Carmen (presidente dell’as.il chicco)
Come la Madre di Dio, anche voi siete gli umili del
mondo che preparate delle vie per un futuro a molti
altri sulla Terra dove tristezza, sofferenza,
disabilita’ non saranno piu’ un motivo di separazione
e di emarginazione.
Ho
sognato un mondo dove tutti erano parte di un solo
corpo, dove ognuno lavorava per il bene di tutti,
senza nessuna discriminazione e vi regnava la gioia.
Una
gioia calma e sicura. Un mondo dove la luce interiore
di questi Figli risplendeva visibilmente su tutti noi.
Loro, maestri che dopo aver passato dall’inferno
del’abbandono e della disabilita’ hanno riscoperto di
essere Figli e di contenere dentro una grande
richezza!
Cosi’
puri come sono, hanno aperto il loro cuore a tutti
coloro che hanno avuto la voglia di conoscerli. E
tutti coloro che hanno avuto il coraggio di aprirsi a
loro hanno ricevuto un belissimo specchio. Uno
specchio molto strano che, nonostante il suo vissuto,
aveva il potere di mostrare alla persona che lo
guardava la sua bellezza, la sua luce interiore!
Questo siete per me cari figli e figlie, dei maestri
di luce che mi avete donato la possibilita’ di
scoprire la mia luce…
Grazie
a te mamma Stefi che sei stata prima a credere che
questo sogno d’amore potesse prendere vita! Grazie a
te che ci hai insegnato a volare e a credere che con
l’amore nel cuore e la fedelta’ ai nostri figli
possiamo spostare monti di tristezza e sofferenza!
Grazie a te perche mi hai dato la possibilita’ di
diventare mamma!
Grazie
a te Maria che con il tuo incessante dondolio del capo
ti sei lasciata conoscere da me, una qualsiasi persona
venuta da voi per caso. La tua gioia mi ha sempre
spronata a cercare dentro la mia che era sepolta sotto
la maceria della tristezza dovuta nel non sentirmi mai
abbastanza buona e brava.
Grazie
a te Mircea che sei stato il primo a rivelarmi il
volto di Cristo pur non potendo pronunciare una sola
parola. Nei tuoi occhi ho vissuto attimi di una santa
presenza, l’essenza del qui e ora!
Grazie
a te Loredana eterna bambina innamorata della vita
anche trascinandosi dietro una gamba e l’orrore
vissuto. Insieme a te ho visto la bellezza del mondo!
Grazie
a te Eugen perche’ sono bastati pochi istanti con te
per scoprire la tua grande anima celata in nel corpo
di un bimbo gravemente abusato.
Grazie a ciascuno di voi che in questi 18 anni avete
abbandonato le vostre vite nelle nostre mani, a volte
tremanti e insicure ma sempre aperte e piene di amore
!
Grazie
per quello che siete stati e siete diventati!
Grazie per quello che insieme siamo diventati!
Grazie
anche a voi carissimi amici e sostenitori, che in
questi 18 anni avete contribuito a che questa storia
di amore ,fiducia e Verita’ diventi manifesta nella
realta’ diventando quotidiano e sottile riflesso di un
Regno possibile gia’ qui !
Il
nostro chicco ormai diventato maggiorenne continuera’
a germogliare nel cuore e nella vita di tante persone
perche’ seme dell’ eterno Campo la cui essenza e’ una
promessa d’Amore che non puo’ che trovare un fedele e
infallibile compimento !
GRAZIE – GRAZIE – GRAZIE !
INTRODUZIONE
Da
anni ho ammirato il servizio generoso e gioioso
compiuto da Mamma Stefania e Mamma Carmen, assieme ai
loro collaboratori in favore di quei ragazzi giovani
cui la storia ha riservato un destino duro, ma ora
liberati e trovando una nuova dignità a Barnova, nella
Associazione Chicco. Quando ho potuto, ho sempre
acompagnato i gruppi di visitatori ad un incontro
personale con questa realtà. Chi ci è stato ne è
uscito arricchito e colpito.
In
questa occasione vorrei ringraziare gli amici del
VAROM, gli Amici Verbiti e tanti altri che ci hanno
dato la possibilità di essere accanto ed aiutare
questa iniziativa. Qui troviamo la storia vera del
volontariato e della solidarietà . Grazie a Stefania e
Carmen e collaboratori, e grazie a tutti gli amici che
hanno e continuano a sostenere questa iniziativa !
Facciamo festa anche noi con loro per questi 18 anni
di grazia!
P. Gianfranco Maronese
svd
A TUTTI I CONFRATELLI
DELLA CONGREGAZIONE DEL VERBO DIVINO.
In re: Convocazione
del Capitolo Generale XVII
Carissimi Confratelli:
Con
questa lettera circolare, mi rallegro di comunicarvi
che martedì 27 settembre 2011, con l’accordo di tutto
il Consiglio Generale, ho convocato ufficialmente il
XVII Capitolo Generale. Si terrà al Centro Ad
Gentes, a Nemi – Italia, e inizierà il 17
giugno 2012. E’ competenza dello stesso Capitolo
decidere la sua chiusura, il Consiglio Generale e io
prevediamo che non superi la durata delle cinque
settimane e che si concluda non oltre il 22 luglio
2012.
Nella
lettera circolare (PO1/2010) del 2 febbraio 2010,
annunciai il tema del Capitolo Generale: “Da tutte
le nazioni, popoli e lingue – condividendo la vita e
la missione interculturali”. Spiegavo che negli
ultimi due Capitoli si iniziò un processo di
riflessione che ci portò alla formulazione di una
dichiarazione missionaria per tutta la Congregazione.
Nel Capitolo Generale XV riflettemmo sulle sfide del
nostro impegno e azione missionaria come dialogo
profetico. Nel Capitolo Generale XVI ci siamo
impegnati di rinnovare la visione della nostra vita e
identità nella società contemporanea. Nel prossimo
Capitolo cercheremo di costruire, sulla base
spirituale degli ultimi due Capitoli, una
dichiarazione del Piano di Azione di tutta la nostra
Congregazione.
Oltre che
a dibattere il tema principale, la agenda di base del
Capitolo Generale conterrà i seguenti punti:
-
Relazioni:
Generalato, Zone, Province/Regioni
-
Revisione
delle risoluzioni del Capitolo Generale XVI
-
Risoluzioni
proposte dal Generalato, Province/Regioni e
confratelli
-
Elezione
del Superiore Generale e suo Consiglio
Comunque
il programma e i contenuti del Capitolo si stanno
ancora concretizzando, anche voi avete iniziato a
partecipare a questo processo di discernimento aiutati
dallo Spirito attraverso i dibattiti comunitari sul
tema del Capitolo, le domande guida per la riflessione
( Lettera Circolare P01/2010) e il Riassunto
Interpretativo sulle riflessioni comunitarie ( Lettera
Circolare P01/2011). Spero che tutto questo sforzo
apra il cammino per condividere riflessioni e
decisioni di grande consenso durante il Capitolo.
Per
questo, mi piacerebbe ricordare alcuni punti.
-
I
Capitoli Provinciali e delegati
Tutte le
province debbono tenere i Capitoli per eleggere i
delegati e i loro rispettivi sostituti per il Capitolo
Generale e per studiarne l’agenda ( vedi c. 628,2). I
nomi dei delegati debbono essere noti per il 17 marzo
2012 ( vedi c. 616,6). Il regolamento per la elezione
dei delegati si trova negli Statuti per i Capitoli
(Appendice X,1, Manuale del Superiore SVD, numeri
210-220, 318-325). Abbiate presente che i
numeri 214 e 319 sono stati rivisti nell’ultimo
Capitolo Generale, per il fatto che solamente la
Provincia che nel giorno della elezione dei delegati
nel Capitolo Provinciale enumera almeno 50 membri nei
voti perpetui invierà un delegato. La provincia con
150 o più membri, invierà due delegati. Nel nr. 325 di
questi Statuti si dichiara che debbono essere
presentati al Superiore Generale gli atti delle
elezioni per verificarne la correttezza. Inoltre, vi
prego, di avere una speciale attenzione ai numeri 216
e 322 che si riferiscono ai Fratelli come delegati.
Spero che siano rappresentati in questo Capitolo.
Chi può
essere eletto come delegato? Prego di aver presente il
documento che libera dai suoi impegni il delegato
durante e dopo il Capitolo. La sua responsabilità
essenziale è quella di introdurre e animare nelle sua
Provincia/ Regione il cammino di rinnovamento previsto
dal Capitolo Generale e la elaborazione del Piano di
Azione provinciale basato sul Piano di Azione che la
Congregazione elaborerà nel Capitolo Generale. Gli
eletti, dunque, dovrebbero avere una capacità di
animazione credibile, dinamica e coinvolgente per
realizzare questo impegno speciale. Dovendo dopo il
Capitolo informare le proprie Province ed essere parte
del processo di elaborazione del Piano di Azione per
la Provincia, il Consiglio e io speriamo che tutti i
capitolari ritorneranno alle loro rispettive Province
subito dopo il Capitolo Generale.
Ricorderete
che nel Capitolo Generale XVI abbiamo limitato le
lingue ufficiali da utilizzare nel Capitolo Generale,
solamente all’inglese e spagnolo. Questo fatto ci ha
aiutato a rendere più efficiente lo scambio delle idee
sia oralmente che in scritto. Inoltre abbiamo potuto
ridurre il personale nel compito di traduzione. E’ mia
intenzione e dello stesso Consiglio mantenere questa
linea anche per il Capitolo Generale XVII. Come pure
nel Capitolo Generale XVI, si potrà usufruire
l’indonesiano e il tedesco per gli interventi nelle
sessioni plenarie. Verrà offerta la traduzione
simultanea per ambedue le lingue in inglese e spagnolo
e non viceversa. Suggeriamo pertanto che si scelgano
come delegati coloro che posseggono bene la lingua
inglese o spagnola.
-
I
Capitoli locali
I
Capitoli Provinciali siano preceduti dai Capitoli di
Distretto o della Casa. E’ compito del Superiore
Provinciale far sì che questo processo si svolga
conforme le norme stabilite negli Statuti per i
Capitoli.
-
Le
assemblee regionali e la loro rappresentanza
Quello
che si detto prima si applica, mutatis mutandis, alle
Regioni e Missioni della Congregazione. In accordo con
gli Statuti ( nr. 217, sulla rappresentanza delle
Regioni nel Capitolo), il Consiglio Generale e io
abbiamo deciso di invitare tutti i Superiori Regionali
e delle Missioni, come partecipanti con diritto di
voto. Proseguendo nella tradizione, le comunità di
Roma eleggeranno un delegato con diritto di voto.
-
Preparazione
del viaggio
Invito
tutti i capitolari che preparino a tempo gli atti e
prenotazioni del loro viaggio. Coloro che hanno
bisogno di visti speciali, documenti di garanzia o di
invito, dovranno avvisare il Generalato per tempo. I
capitolari devono premunirsi, perchè nessuno sia
impedito di partecipare al Capitolo Generale per
qualche negligenza a questo riguardo. L’elenco dei
nomi dei delegati eletti saranno comunicati più tardi,
e inoltre raccomandiamo ai Provinciali e Regionali di
riservare per tempo i biglietti di andata e di
ritorno, il cui numero deve corrispondere ai delegati
eletti e d’officio. Ricordiamo pure che i visti
Schengen sono concessi solamente nel proprio paese
d’origine o nel paese di residenza di colui che
viaggia.
5.
Accompagnare tutto questo con la preghiera
Come già
ricordato, il Consiglio Generale e io desideriamo fare
del Capitolo, e anche la preparazione del medesimo, un
cammino di ascolto dello Spirito, uno sforzo, per
redigere, sulla base degli ultimi due Capitoli, la
formulazione del Piano di Azione per tutta la
Congregazione. Saremo capaci di realizzare questo
solamente se coscientemente promoveremo un ambiente di
preghiera prima e durante il Capitolo.
Chiedo
quindi a tutti Superiori locali che facciano sì che il
cammino di preparazione si compia sempre in una
profonda unione con la Parola di Dio e con lo Spirito
Santo. Chiedo con insistenza ai confratelli e alle
comunità di perseverare con la preghiera per il
Capitolo che abbiamo mandato nel gennaio 2011, perché
il Capitolo possa divenire un momento di grazia per
tutta la Congregazione. Chiedo a tutti i confratelli
di invocare i nostri Santi, Arnoldo Janssen e Giuseppe
Freinademetz, che intercedano per noi presso il Padre
Celeste, per il bon esito del nostro Capitolo, per
interpretare la loro visione fondatrice e la
tradizione con una fedeltà creativa verso la missione
del Verbo Divino. Vi incoraggio a coinvolgere i nostri
collaboratori e benefattori, e tutti quelli
interessati alla nostra Congregazione, di questa
intenzione speciale e chiedere di pregare per noi.
Saremmo accompagnati dalle preghiere dalle
Congregazioni delle nostre Suore SSpS e SSpSAP, per la
cui solidarietà e interesse ringraziamo il Signore.
Il
Capitolo non prevede un corso di esercizi spirituali
completo. Verranno offerti alcuni giorni di ritiro
durante lo svolgimento del Capitolo. Lasciamo alla
vostra responsabilità di svolgere gli esercizi
spirituali secondo le vostre usanze.
Vi chiedo
infine di unirci per chiedere la guida dello Spirito
Santo nell’iniziare ora la preparazione immediata al
Capitolo Generale XVII.
Fraternamente
nel Verbo Divino
Emmanuel Kofi Fianu svd
Antonio M. Pernia svd
Segretario Generale
Seriore Generale
Con
questa espressione di omaggio e
con pensieri di comunione fraterna e sacerdotale,
siamo stati vicini in questi momenti di sofferenza, a
P. Franco e a tutti i membri della famiglia dei
Missionari Verbiti, che hanno perso un vero
confratello e un missionario generoso nella persona di
“Padre Alberto”, così come giustamente l’hanno
chiamato e l’hanno amato tutti quelli che hanno avuto
l’occasione e la gioia di incontrarlo e di ricevere da
lui una parola, un sorriso, un consiglio e un
incoraggiamento per la vita.
Con
lui abbiamo perso su questa terra un confratello e un
buon amico.
L’hanno
amato in molti perché anche lui ha amato tutti coloro
che ha incontrato, come ha insegnato Cristo, il
Sacerdote eterno, e come ha imparato dai suoi maestri
di vita spirituale.
Il suo
ricordo si è iscritto nelle anime di tantissimi
giovani che hanno sentito la chiamata alla vita
consacrata e al servizio apostolico, e
che si sono rivolti a lui
come a un confessore e un guida.
Non lo
dimenticheranno mai i laici, tante famiglie, che
vedevano in lui una guida con tanta forza spirituale,
tanto necessaria per le situazioni della vita
presente, ricca di prove e di pericoli di ogni
sorta. Tantissimi confratelli sacerdoti hanno potuto trovare in padre
Alberto il modello spirituale del servizio fedele e
generoso, il consigliere saggio per un apostolato
fruttuoso e benefico.
Considero
la casa di spiritualità di Traian, come una vera fonte da dove può
sgorgare su qualsiasi
persona la pienezza di
grazie, come un’acqua ristoratrice, l’acqua della
Parola divina, che offre la
vita e la gioia.
Rimarrà
per sempre nel ricordo dei preti, delle persone
consacrate e di tutti i laici che l’hanno incontrato
come un padre innamorato della Parola divina, pieno di
bontà e di un sorriso cristiano, pieno di generosità e
di donazione senza riserve, disponibile a fare del
bene.
Le
preghiere che abbiamo
innalzato in questi giorni al Signore della
misericordia e al Sommo Sacerdote per il risposo
eterno e la gioia eterna
dell’anima sua, deve continuare ed essere il nostro
riconoscimento per tutto quello che ha offerto alla
Chiesa cattolica romena e a quella della rep. Moldova, in quei 20 anni di servizio
e dono generoso di se stesso.
Il suo
ricordo ci accompagni sempre sulla via della fede, ci sia esempio vivo nella vita
di servizio, secondo le parole
bibliche: “Ricordatevi dei quelli che vi hanno guidati
e vi hanno annunziato la parola di Dio. Pensate come
sono vissuti e morti, e imitate la loro fede. Gesù
Cristo è sempre lo9 stesso ieri, oggi e sempre.”(Ev
13,7)
Petru
Gherghel
Episcop
de Iasi
Iasi
09.10.2011
(dal sito della diocesi
di Iasi – www.ercis.ro
)
Ti ringrazio per i molti momenti
che ho trascorso negli esercizi spirituali tenuti
nella Casa di Reculegere di Traian. Non dimenticherò
mai la bontà, l’amore, la pazienza con la quale hai
sollevato il mio animo quando venivo al colloquio o
alla confessione.
Desidero ricordare uno di questi
momenti d’incontro con il Padre Celeste attraverso
padre Alberto.
Ero a Traian per tre giorni di
esercizi spirituali e cercavo il perdono e l’amore di
Dio, ma cercavo di autopunirmi per quello che avevo
fatto e mi era difficile abbandonarmi al suo amore.
Era un periodo triste della mia vita, anche se cercavo
con tutto il cuore di riconciliarmi con Dio, dopo
alcuni anni di freddezza… Desideravo, ma non riuscivo
a lasciare posto all’amore di Dio per illuminare e
purificare le parti più oscure del mio animo. Tentai
una prima volta di confessarmi, ma mi sono bloccata e
sono uscita dalla camera di padre Alberto. Gli ho
detto che ritornerò perché non mi sentivo ancora
pronta di confessarmi… fisicamente non ho potuto
muovermi. Era l’ultima possibilità di confessarmi. Era
tardi e rifiutavo di andarmene. Nella mia
disperazione, ho pregato la Vergine Maria che mi tenga
la mano e che faccia qualcosa, perché non potevo più
cercare il padre a quell’ora. Desideravo moltissimo
che mi cercasse lui, il prete…
Ad un
momento sento dei passi per le scale e si apre la
porta della cappella… per me è stato un miracolo. Era
padre Alberto. Si è seduto dietro di me, ha pregato un
po’, poi ha chiesto perdono perché aveva tentato di
forzarmi per fare quella confessione, si era creduto
Dio per un momento. Non potevo più fuggire. L’ho
pregato che mi stesse accanto fintanto che fosse
necessario per riuscire a fare una vera confessione. E
stato d’accordo e ha aspettato con pazienza che
aprissi il mio animo. Alla fine mi ha dato un bacio
paterno sulla fronte, un gesto che mi ha impressionato
profondamente, e ho sentito il bisogno di rispondere
allo stesso modo. E stato tra i pochi momenti della
mia vita quando ho sentito realmente l’amore di Dio –
Padre, incarnato in un uomo, quello di P. Alberto.
Sono
convinta che esistono centinaia di queste
testimonianze che possono sembrare non significative,
ma tuttavia sono così ricche di vita.
Grazie,
padre Alberto, che sei esistito e ti ho incontrato nel
momento giusto!
Non ti
dimenticherò mai e credo con tutto il cuore che ci
proteggerai dall’alto.
Manuela
Marian
Dal
sito della diocesi di Iasi
www.ercis.ro
10.10.2011

Dal suo ritorno dalla Romania, paese dei suoi ultimi
venti anni di servizio apostolico, P. Alberto Marson non
si è più ripreso totalmente. Il cuore indebolito, il suo
incedere debole per la circolazione specialmente
debilitata nelle gambe, una situazione generale di
salute complessa, ha
condotto all’arresto cardiaco domenica 02 ottobre,
nonostante fosse ancora poco prima presente con la sua
verve e i suoi ricordi. Non si è più ripreso e nella
serata del 05 ottobre, Dio l’ha preso con se per dargli
la ricompensa dell’impegno profuso come sacerdote
missionario.
Era
nato il 30 marzo 1938, in una famiglia dove si
respirava profonda umanità, senso dell’onestà e
solidarietà cristiana, dove ognuno cresceva in libertà
e responsabilità di fronte alla vita. La famiglia era
la roccia su cui poggiare la vita, la comunità
parrocchiale l’orizzonte su cui ogni ragazzo poteva
riferirsi per avere risposte e ambito di sviluppo
umano e religioso. Dapprima chierichetto e poi
seminarista, anche se lontano dagli affetti
famigliari, ma con una comunità di giovani viva e
educante come quella di Varone dei Missionari Verbiti,
che sopperiva a tante altre difficoltà, crebbe e si
preparò alla sua futura missione. Continuò i suoi
studi a Padova e poi a Roma, dove, dopo l’emissione
dei voti perpetui l’8 settembre 1964, venne pure
ordinato sacerdote nel 1967 nel centro verbita di
Nemi. La situazione era in quel momento tragica,
perché mentre il papà era sul letto di morte, P.
Alberto coronava il suo sogno vocazionale, il
sacerdozio missionario; però ebbe il tempo di
presentarsi ancora al papà come sacerdote appena
ordinato. Seguirono gli anni di servizio a Varone,
come responsabile nell’economia ma sempre con tanto
impegno pastorale. Già da allora rivelò grande
capacità nella predicazione, ove giungeva ai cuori con
la sua incisività della fede attualizzata e senza
fronzoli. Tanti anni che lo resero molto conosciuto
nella zona e anche in molte parrocchie.
Seguirono
poi anni di impegno apostolico a Roma, divenendo oltre
che per anni vicerettore del collegio di Roma dei
Verbiti, anche responsabile di tutti i gruppi
missionari della città di Roma. E’ stato un impegno
affidatogli dall’allora Cardinale Poletti e poi Ruini,
per le sue doti di servizio generoso e tenace, per la
sua essenzialità nella predicazione evangelica, per la
sua capacità attrattiva dei giovani. Un servizio
accolto, donato, apprezzato e che produsse molti
frutti. Un vero missionario errante dell’urbe.
Quindi
Dio come sempre apre nuove vie inaspettate: la
Romania. Dopo la rivoluzione, nel 1991, la chiesa
romano- cattolica romena chiede ai Missionari Verbiti
di costruire un centro e di svolgere un servizio di
formazione e di predicazione. P.
Alberto e il suo amico
d’infanzia, vengono mandati per questo compito,
iniziando da zero sia nella lingua, nella conoscenza
della cultura, cambiando totalmente vita. Subito la
generosità e l’impegno di apostolico resero P. Alberto
ricercato predicatore di esercizi spirituali,
direttore spirituale di tantissime anime, predicatore
negli incontri dei giovani. Era sempre in viaggio,
sempre disponibile, ma specialmente sapeva offrire la
Parola di Dio, perché prima l’aveva pregata e accolta
in se. Man mano che passavano gli anni in Romania, si
può affermare, che la preghiera e la Parola sono
divenuti i suoi pilastri di vita, per questo era
invitato anche negli incontri della conferenza
episcopale romena come predicatore.
Accanto
a questo servizio instancabile, ne soffriva la salute
e sempre più spesso doveva fare ritorno in Italia per
riprendere forze e specialmente ridare vigore al cuore
sempre più debole e in difficoltà. Gli ultimi due anni
sono stati molto difficili e impegnativi dal lato
della salute, gli impegni dovevano essere ridotti e P.
Alberto ne soffriva molto. Voleva essere sempre
disponibile al suo si a Dio e all’uomo, ad ogni
richiesta, ma spesso non poteva. Rimaneva sempre però
punto di riferimento per la direzione spirituale e le
confessioni per molte persone consacrate e sacerdoti.
Quattro
mesi fa’ avvenne il declino che
lo portò a ritornare in Italia per essere ricoverato e
tentare di recuperare le forze, sempre con tanta
nostalgia della Romania. Purtroppo, nonostante un
breve recupero, la situazione è peggiorata
improvvisamente.
Sia in
Romania che in Italia tutti lo ricordano con tanta
simpatia. Con tanta venerazione per il suo impegno
apostolico e missionario, con ammirazione per la sua
spiritualità offerta e donata attraverso la
predicazione e specialmente l’esempio della preghiera.
“Vieni servo fedele, entra nella gioia del tuo
Signore”, sembra essere la frase della liturgia che lo
accompagna in questo momento dell’incontro con il
Padre.
P.
Gianfranco Maronese svd
Varone 06.10.2011
Oggi,
gli oltre 6.400 Missionari Verbiti, sparsi nelle oltre
70 nazioni nel mondo, ricordano il loro giorno di
fondazione avvenuta in questa data nel 1875 ad opera
di S. Arnoldo Janssen. In quella occasione il
Fondatore nella sua omelia diceva: “Se questa è opera
di Dio rimarrà nel tempo supererà tutte le difficoltà,
altrimenti diremo che abbiamo sbagliato e ci batteremo
il petto”. A distanza di 136 possiamo constatare che
Dio continua a benedire questa opera nata per
continuare la missione di Gesù Cristo nel mondo, cioè
la diffusione del su Regno sulla terra annunciando il
messaggio del Verbo Incarnato.
Anche
in Romania i Missionari Verbiti hanno potuto fare
festa e, riuniti nella chiesa parrocchiale di Traian,
alla presenza del Vescovo di Iasi, Mons. Pietro
Gherghel e di molti fedeli cattolici, hanno celebrato
la emissione dei voti perpetui di Fr. Eva Claudiu e di
Fr. Gheorghe Iordache, e la rinnovazione dei voti di
Fr. Francisc Lisi. Erano presenti il P. Provinciale
Gianfranco Maronese e altri sacerdoti verbiti,
religiosi e diocesani. La cerimonia suggestiva ha
avuto il suo culmine nel momento della lettura della
consacrazione religiosa dei tre giovani. Nell’omelia
il P. Gianfranco spiegava in tal modo questo gesto
libero e cosciente: “Questi giovani vogliono
rispondere in modo pubblico e di fronte al Vescovo e a
tutta la comunità cristiana, un “si” sincero e
definitivo a Dio di fronte al suo piano di amore.
Vogliono percorrere i giorni della loro esistenza tra
gli uomini, come servi della Parola e servi degli
uomini. A deporre i voti religiosi in una
congregazione religiosa e missionaria significa
impegnarsi, come Maria, nell’ascolto umile e
perseverante della Parola, in un impegno di servizio
gratuito, gioioso e fedele a Dio e agli uomini, nel
diffondere nel mondo il messaggio di verità di Gesù
Cristo”.
Alla
fine il Vescovo ha ricordato i vent’anni di presenza
dei Missionari Verbiti in Romania e li ha ringraziati
per il loro apostolato spirituale e biblico svolto
specialmente nella “Casa de Reculegere” di Traian.
P.
Gianfranco Maronese svd
Traian
08.09.2011
Dal 29 maggio al 18 giugno 2011, si è svolta nella
“sala Dialogo” presso i Missionari Verbiti - 38066
Varone di Riva del Garda – Via Venezia 47 E TN, la
Mostra di “PITTURA CINESE – CRISTIANA”
Importanza: deriva dal fatto che il mondo cristiano
fu riprodotto dai cinesi mediante la propria
espressione artistica. Gli artisti cinesi hanno
trasportato questo mondo religioso cristiano
nell’ambiente naturale e culturale loro familiare,
conservando il loro stile tradizionale. L’arte
cristiana cinese rappresenta quindi un ramoscello
che è organicamente unito con l’antico tronco della
cultura millenaria del popolo cinese, caratterizzato
da un nuovo con tenuto e da qualche forma nuova. Il
fatto nuovo in questo sviluppo risiede non nella
forma ma nel contenuto che viene espresso e
manifestato: la religione cristiana inculturata e
offerta nell’arte secolare cinese.
Dopo vari approcci e richieste da parte del comune
di Riva del Garda si accoglie, come segno di dialogo
e di apertura la richiesta ufficiale di concedere
per la prima volta la Sala Dialogo alla
“Associazione Islamica di Riva del Garda” per la oro
preghiera del mese di Ramadan.
Dopo averne parlato con la Curia Vescovile e aver
ottenuta una risposta scritta di incoraggiamento,
specificando anche certe condizioni, e dopo aver
avuto il consenso unanime anche dalla comunità svd
di Varone, Il Provinciale e l’Economo provinciale,
accettano un contratto di uso della sala da parte
dei musulmani che vogliono pregare e incontrarsi.
Questa nuova esperienza “di dialogo” appare
profetica e significativa: una comunità religiosa
missionaria che apre le porte alla preghiera dei
fratelli musulmani, convinta che dove si prega si
aprono possibilità di dialogo, di ulteriore
fraternità e di futura pace.
Guaranì– Cultura e vita
Viaggio attraverso le loro immagini nella cultura
dei Guaranì del Paranà brasiliano.
Oppure: tradizioni spirituali, cure sciamaniche,
storia ( o natura ) e quotidianità nelle immagini
dei Guaranì del Paranà brasiliano.
La mostra fotografica, allestita in occasione
dell’evento SULLE ROTTE DEL MOND- AMERICA
Il Trentino incontra i suoi missionari in America
Latina, rimarrà aperta dal 26 settembre al 24
ottobre 2011.
Ingresso libero
Orario: tutti i giorni dalle ore 10.00 ale 12.00 e
dalle ore 14.30 alle 17.00.
Prenotazione per le scuole e gruppi:
info@shishu.it cell. 349 831 0997
itaprov@yahoo.it cell. 339 171 0914
Su richiesta c’è la possibilità di proiezione dei
documentari: Guaranti e Araxa-l dalla foresta di
Fabio Vaia .
30 settembre 2011 – Popoli indigeni e modernità – il
concetto di “sostenibilità” applicato ai progetti di
sviluppo. Interviene Maria Natalizia D’Amico,
volontaria in Paranà – Brasile presidente
dell’associazione Shishu – volontariato
internazionale Onluss.
Già era stato nei precedenti anni in Cina,
invitato per collaborare e insegnare la tecnica di
costruzione delle vetrate. Il suo lavoro è sempre
stato molto apprezzato. Anche quest’anno è stato
richiesto insistentemente, e nonostante la non
giovane età, Br. Seraphim della comunità svd di
Bolzano, con i debiti permessi, si è recato in Cina
per offrire il suo contributo. I risultati sono
stati ottimi e sono state realizzate le vetrate per
la cattedrale e specialmente si è perfezionata la
scuola nella costruzione di vetrate. Il laboratorio
ora continua sotto la guida e l’opera di personale
cinese e sarà di grande aiuto per l’abbellimento
delle chiese in terra cinese, ancora e in certi
aspetti chiusa alla piena libertà religiosa.
|