Quel buon profumo di Cristo.
Con un piccolo gruppo della parrocchia verbita di San Benedetto (Roma) abbiamo visitato, dal 2 al 5 luglio, la Missione SVD in Albania accompagnati dal nostro vice parroco, p. Juraj Cibula SVD.
Dopo l’arrivo a Tirana nel pomeriggio, prima tappa a Valona, accolti da padre Gorazd Kohut SVD.
Fin da subito, nonostante la vicinanza geografica, ci siamo sentiti immersi in una realtà molto distante da Roma con le sue centinaia di chiese e quel suono di campane che oramai diamo tutti per scontato: la prima cosa che abbiamo notato, infatti, è stata l’assenza di quei segni a cui siamo abituati, infatti la percentuale di Cristiani in Albania, secondo le stime più recenti, si aggira intorno al 17%. Questa cifra è composta principalmente da cristiani ortodossi (circa il 10%) e cattolici (circa il 7%).
Il giorno seguente, di buon mattino abbiamo raggiunto la parrocchia di san Luigi Gonzaga per partecipare alla santa Messa celebrata da padre Sunil Horo SVD.
A seguire, la prima visita, nel villaggio di Babice e Madhe, nella periferia di Valona dove opera un gruppo di suore francescane alcantarine di origini italiane che collaborano con l’orfanatrofio di Valona, ma accolgono anche i ragazzi del villaggio.
Questi bambini sono in prevalenza musulmani e che le attività delle suore con questi ragazzi è prima l’educazione ai valori umani della gratitudine, della solidarietà e del perdono e solo dopo l’evangelizzazione (quest’ultima molto difficile). Il regime dittatoriale e l’ateismo di Stato presente fino a pochi decenni oltre ad aver duramente represso tutte le religioni ha lasciato il segno nella popolazione. A questo proposito, è stato un momento molto toccante il racconto delle vicende dei martiri albanesi, tra cui la storia del martirio di Maria Tuci, catechista, ha lasciato un segno nei nostri cuori.
Lasciate le suore, ci hanno portato a visitare una famiglia: un uomo anziano costretto a letto dalla malattia che viveva insieme alla sorella in una casetta dal tetto fatiscente riparato grazie ad un progetto promosso dalla Parrocchia S. Maria e S. Luigi Gonzaga. I due anziani sono stati davvero felici della nostra visita e durante il breve momento di preghiera insieme quella casetta è diventata un pezzo di Paradiso in terra.
Lasciato il quartiere, ci siamo diretti verso Orikum dove abbiamo visitato la Casa delle Suore dell’Addolorata. Lì ci ha accolto un gruppo di giovanissimi volontari italiani che intrattenevano i bambini della zona con giochi e attività. Ci siamo uniti a loro e abbiamo avuto modo di parlare con una giovane mamma albanese, una dei pochissimi battezzati che, parlando della sua esperienza ha detto: “Siamo pochissimi, ma portiamo dentro di noi il fuoco.” Penso che non dimenticherò mai questa donna e la sua espressione mentre diceva queste parole.
Il giorno seguente siamo partiti verso sud, un vasto territorio che si apre da Himare fino alla Grecia dove i pochi cristiani presenti sono per lo più ortodossi. A Himare abbiamo visitato un’altra famiglia poi abbiamo raggiunto Delvine dove una piccola comunità di suore tedesche ci ha accolto insieme ad Helene, una giovane volontaria e i suoi genitori dove, dopo la Santa Messa celebrata da p. Gorazd, abbiamo vissuto momenti di condivisione e di gioia suonando, cantando, sperimentando la presenza reale di Cristo, il Verbo Divino, che si fa presente in mezzo al suo popolo.
Al termine del nostro breve viaggio-pellegrinaggio, è scattato subito il desiderio di condividere questa esperienza, di raccontarla , non tanto i meri fatti, quanto piuttosto le sensazioni.
A Saranda, osservando dall’alto il mare e tutta la costa, forse per la prima volta abbiamo fatto esperienza in modo inequivocabile del passo: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!”
La coscienza di questa realtà però non scalfisce la fiducia in Dio.
Anche nei luoghi più difficili, anche dove le persone chiudono le orecchie e non sono disposte ad ascoltare, “bisogna raggiungerle in modo creativo, con il profumo, quel buon profumo di Cristo”. E noi, che siamo a casa, non restiamo con le mani in mano, preghiamo dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe e facciamo di tutto per spargere anche noi un po’ di quel buon profumo.
Cooperatori Laici Verbiti Roma
[ Grazie a Isabella del gruppo Laici Verbiti di Roma per il report e le foto! ]